Luca Matti è pittore e scultore con la grande passione per l'animazione. Si occupa per lungo tempo di fumetto, illustrazione e grafica, collaborando con riviste e case editrici. Dal 1988 si dedica alla pittura e alla creazione di opere scultoree in camera d’aria sviluppando un personalissimo stile che lo colloca tra i giovani artisti di spicco della scena italiana. Dal '94 il suo lavoro si concentra su tematiche legate al rapporto dell’uomo con la città, utilizzando esclusivamente due colori: il bianco e il nero.
Con gli anni ha composto un’iconografia di oggetti e interni domestici, di panorami urbani e di figure a metà tra l’uomo e l’insetto. Nel suo lavoro non ci sono confini tra disegno, incisione, pittura, video animazione e scultura in camera d’aria. I vari linguaggi si condizionano e si contaminano tra loro, dando vita a un universo fatto di storie, suggestioni, sogni; una fiction in bianco e nero.
"Le opere di Luca Matti dimostrano con insistenza che oggigiorno - e, per la verità, già da parecchio tempo - l'ingenuità del quadro non può più esistere, non può esserci segno visivo libero dall'esperienza storica. Quel che vediamo nei suoi lavori lo abbiamo già visto mille volte e in esso si riflette il nostro vissuto visivo... Che un artista abbia il coraggio di rifarsi a un linguaggio narrativo semplice è stupefacente anche perché lo fa senza remore, senza prudenza, senza atteggiamenti sofisticati. L'originalità toccante di questi quadri si dissolve in un labirinto di connotati dejà vu e chi li guarda si sente disorientato, irritato e allo stesso tempo anche tranquillo perché gli sembra di ritrovarci qualcosa di narrativo, di immediata e facile comprensione. Le ripetizioni ossessive, però, le riformulazioni monotone nelle nature morte ad effetto ombra/luce, le figure umane inserite in un ambiente urbano impersonale, motorizzato e straniato, tutto ciò smaschera l'apparente ingenuità e semplicità, quell'innocua vicinanza alla realtà, e fa sì che queste storie visive si inseriscano perfettamente nella pittura moderna sul mito metropolitano e nel suo tipico impianto narratologico." (Lorand Hegyi in Luca Matti. La poesia latente degli oggetti, catalogo della mostra alla Fondazione Mudima di Milano 2004).
Le geometrie, la gomma e l'assenza del colore sono i suoi segni distintivi. Tempo e spazio le sue ossessioni. Movimento e tensione dell'uomo al dominio dello spazio attraverso l'urbanizzazione e i suoi tormenti, come ad esempio le opere presentate nella mostra Babele (Frittelli arte contemporanea, a cura di Sergio Risaliti, Firenze, 2007), testimonianza di un mondo fatto di edifici che si moltiplicano quasi a sopraffare l'uomo, una cementificazione che ne riduce la libertà. La mostra dichiara emozione e vertigine ma anche e soprattutto critica nei confronti della città diffusa e della figura dell’architetto come deus ex machina.
"Finora ho lavorato molto sul tema del movimento e della velocità. Adesso sono affascinato dallo spazio. Costruiamo in continuazione, diamo densità allo spazio che ci circonda rinchiudendolo in forme rigide. Mi sto dedicando molto alla rappresentazione di città fittissime fatte di parallelepipedi, nuove Babeli in estensione dove il paradosso è la densità della presenza che, portata al parossismo, diventa invece assenza. Dove la Città sterminata senza soluzione di continuità diventa deserto”.
Da menzionare le mostre personali al Centro d’arte Spaziotempo e alla Galleria Massimo Carasi di Mantova nel 1995. Nel 1998 al Parlamento Europeo di Strasburgo. Nel 1999 al Teatro Romano di Fiesole e nel 2001 inaugura alla Fondazione Mudima di Milano. Nel 2004, insieme a Mark Kostabi, espone ai Magazzini del Sale di Cervia e nel 2005 collabora con il Balletto Teatro di Torino. Nel 2007 inaugura la suddetta mostra Babele nella nuova galleria Frittelli arte contemporanea di Firenze e nel 2008 collabora con lo studio Rossi Prodi Architetto al progetto vincitore del concorso per il recupero dell’ex carcere minorile di Pesaro. Nel 2011 vince il Premio di pittura Golfo della Spezia e l’anno successivo inaugura la personale Nuovimondi al CAMeC di La Spezia.
Nuovimondi è l'evoluzione naturale di un lavoro che Luca Matti ha sviluppato fin dall'inizio della sua carriera di artista, documentando con pervicace e acuto senso dell'ironia l'aspetto drammatico di una società nella quale ha prevalso il concetto di arricchimento attraverso la cementificazione dei nostri pensieri (vedi uomini con in testa i palazzi) e delle nostre terre, riducendo sempre di più gli spazi destinati all'ossigenazione dell'ambiente indispensabile alla vita. Oggi le compagnie petrolifere, gestite da potenti organizzazioni, si stanno adoperando nella ricerca più affannosa e distruttiva di questi ultimi cento anni perforando terre e mari, dividendo i Continenti e producendo un insensato inquinamento. In Nuovimondi l'artista usa il bitume, ricavato dal petrolio, per puntare il dito su ciò che potrebbe rappresentare l'estrema fine del mondo. Un po’ grafica, un po’ film, un po’ disegno, un po’ fumetto – rigorosamente in bianco e nero – l’opera di Luca Matti è una nuova interpretazione del mondo alla Blade Runner in cui l’uomo – inghiottito dalla “macchina città” – è continuamente evocato senza mai comparire. Piccole finestre – che punteggiano fittamente l’agglomerato urbano – si sostituiscono a lui, moltitudine di un’umanità ormai grigia e spenta.
Il suo tratto nervoso, quasi espressionista, diventa una condizione esistenziale che senza un cambiamento dell'uomo, dai suoi obiettivi disastrosi, lascia presagire un apocalittico universo buio.
L’Istituto di Cultura Italiana di Bratislava lo invita a esporre al Ministero della Cultura Slovacca nel 2012.
Nel 2016 espone con Lucio Pozzi alla galleria allerArt Bludenz in Austria e inaugura la personale CityMood presso Cappelleschi art gallery a Knokke in Belgio.
Nel 2017 tiene la personale La città dentro, alla galleria ZetaEffe di Firenze, partecipa alla mostra Arte e tecnologia nel museo di Lan Wan Art park a Qingdao, in Cina, e realizza una grande installazione per la mostra personale Supermondo presso la Maison Patrizia Pepe di Firenze.
Nel 2018 partecipa alla residenza artistica BoCs Art con la cura di Giacinto di Pietrantonio e Giovanni Viceconte a Cosenza. Nel 2019 tiene la personale Readers, nella galleria Studio 38 Contemporary Art Gallery di Pistoia e partecipa alla mostra Intreccio di radici all'Accademia dei Georgofili di Firenze.
Nel Giugno del 2020 inaugura la mostra Profezie per un mondo migliore, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura e dall’Ambasciata d’Italia in Slovacchia alla Galleria Kabinet di Bratislava. A Dicembre partecipa alla mostra Due Culture e lo Spazio, II° Edizione, presso Qingdao Sculpture Art Museum.
Nel 2021 ha inaugurato la mostra personale Dalla terra alla luna, nello spazio C2 contemporanea a Firenze.