Nata per un numero speciale della rivista “Cartaditalia” dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, la selezione di artisti di questa mostra presenta uno spaccato della recente fotografia italiana cercando di render conto al tempo stesso della varietà degli esiti e se non una tendenza comunque una comunanza di atteggiamento e di sguardo che aiuta a comprendere i caratteri di una linea italiana della fotografia.

Secondo il curatore Elio Grazioli, essa è costituzionalmente non omogenea e lineare, essa è, invece, composta di individualità e trasversale: “È la “poetica” dei singoli artisti, a noi sembra, quello che li rende originali e irriducibili, e ciò che in ogni caso vogliamo più evidenziare. Del resto è sempre essa a farceli chiamare “artisti” ancor prima che “fotografi” al di là di qualsiasi scelta linguistica o formale”.

Ma, a monte, perché la fotografia? Perché ancora la fotografia?

“Perché la fotografia oggi a noi pare posta in un punto di snodo molto particolare. Non più affannata ad affinare una tecnica o a inseguire un’estetica derivata da altre forme espressive e neppure più a convincere di averne una propria, anzi al crocevia di una possibile “rivoluzione”, quella digitale-virtuale, essa si interroga su scala molto più ampia, più generale e più dettagliata al tempo stesso: più generale perché si chiede che cosa sia una “immagine” in quest’epoca in cui non si parla d’altro; più dettagliata perché oggi più che mai ci si accorge che basta un minimo cambio di luce, di stampa, di inquadratura, di composizione, a volte addirittura anche solo di contesto o di intenzione, vorremo dire di sguardo, e l’immagine fotografica, per niente meccanica, cambia totalmente. Si riscoprono cioè in tutta la loro potenzialità sia la magia, se così si può ancora dire, sia la costruzione, cioè le trasformazioni anche in questi campi che la fotografia ha introdotto e introduce. Da un lato oggi la fotografia è la chiave di comprensione della comunicazione, dall’altro essa ci fa ‘impazzire per la pietà, come invitava Roland Barthes sulla scorta di Nietzsche”. Con questa selezione si è tentato di rendere conto di tutto questo, non secondo una linea ordinata bensì attraverso una costellazione che restituisce sensibilità e preoccupazioni, intenti e atteggiamenti.

Vedute della mostra

Opere esposte

Marina Ballo Charmet

Con la coda dell'occhio #47, 1993-94
stampa alla gelatina sali d'argento
100 x 150 cm

Courtesy Marina Ballo Charmet

Giorgio Barrera

Finestra #4, dalla serie “Attraverso la finestra”, 2003
stampa su carta pigmentata
96 x 120 cm

Courtesy Giorgio Barrera

Nunzio Battaglia

Scenery, Backwaters #2, India, 2010
stampa inkjet
140 x 95 cm

Courtesy Nunzio Battaglia

Davide Bramante

Last New York, (Occhi + Sky line), 2010 
foto a colori non digitale realizzata con la tecnica delle esposizioni multiple in fase di ripresa; montaggio su plexiglas con silicone a Ph neutro (Diasec)
93,7 x 150 cm

Courtesy Galleria Poggiali e Forconi, Firenze

Paola Di Bello

L'Enigma dell'Ora, 2002
stampa fotografica sotto plexiglas (Diasec)
100 x 150 cm

Courtesy Civiche Raccolte d'Arte, Milano

Carlo Fei

Senza titolo, dalla serie “Val di Luce Project”, 2007/2010
stampa inkjet su carta cotone montata su dibond
202 x 150 cm

Courtesy Carlo Fei

Stefano Graziani

Scintille, 2011
inkjet print
dimensioni variabili

Courtesy Galleria Emilio Mazzoli, Modena

Armin Linke

Water shop, Nukua (Aral lake) Uzbekistan, 2001
stampa fotografica su alluminio
150 x 200 cm

Courtesy Armin Linke e Galleria Vistamare

Moira Ricci

stills frame da: Fama, ricorda il mio nome, 2011
footage di video mp4 da youtube su 5 cornici digitali,
prodotto in collaborazione con Ortographe per lo spettacolo "Una settimana di bontà"

Courtesy Laveronica arte contemporanea

Fabio Sandri

Autoritratto di tempi lunghi 020, positivo, 2010
stampa a contatto
147 x 127 cm

Courtesy Galleria Artericambi, Verona

Simone Schiesari

Ritratti di giovani uomini e giovani donne #16, 2009
inkjet print
50 x 40 cm

Courtesy Simone Schiesari

Alessandra Spranzi

Cose che accadono #12, 2002
c-print lambda
40 x 50 cm

Courtesy Galleria Nicoletta Rusconi, Milano