È un omaggio dell’intera città di Firenze al maestro Paolo Masi la serie di iniziative che comprende la mostra personale presso Frittelli arte contemporanea l’11 maggio 2023, proprio il giorno del suo novantesimo compleanno. Dal titolo Paolo Masi in Florence. Opere degli anni Ottanta, l’esposizione, curata da Fabio Cavallucci, resterà visitabile fino al 9 settembre 2023, presentando un ampio corpus di opere pittoriche.

A manifestare il rapporto stretto tra Paolo Masi e Firenze - rapporto “non sempre d’amore”, direbbe probabilmente l’artista - la mostra presso Frittelli ripropone i grandi dipinti su tela esposti nel 1985 presso la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio in uno dei tributi offertigli dalla città, in passato non sempre generosa con i suoi artisti. 

Basati su una pittura atomizzata, una sorta di dripping che rispetto a quello di Pollock accentua la sistematicità divenendo un rumor uniforme, a ben guardare sono percorsi da fasce di sfumature di rara abilità ed eleganza. Parlando di queste opere Masi ripensa alla storia dell’arte, torna con la mente a quel tempo - gli anni Ottanta appunto - in cui tutto il sistema dell’arte si rivolgeva verso il passato. Anch’egli cita, nello specifico il puntinismo di Seurat. Ma nel suo caso la citazione è solo un pretesto, un riferimento che non può fare a meno di essere soverchiato dall’interesse per il mondo e per i suoi sviluppi più ampi. C’è in queste opere la ricerca della natura, dello stato di calma e di pace che essa può offrire. Ma c’è anche il riflesso della tecnologia, di quello che era allora lo strumento di comunicazione dominante: il televisore, di cui i dipinti sembrano raccogliere il brusio di pixel che accendono lo schermo di mille colori e riflessi. 

Filiberto Menna aveva parlato di “pittura analitica” - non un movimento, né un gruppo di artisti, ma una tendenza che raccoglieva artisti dediti a una pittura innanzitutto critica verso se stessa, verso la sua possibilità di rappresentare il mondo, e disposta pertanto a studiare i suoi principi interni, i suoi meccanismi di funzionamento. In qualche modo Masi ne fa parte, anche per la sua costante, irriducibile devozione alla pittura. Ma dall’altra parte trapela in lui un interesse diverso, non per una sterile e tautologica ricerca sul linguaggio, ma per un linguaggio specifico che ha senso solo come mezzo per parlare del mondo e al mondo. 

In questo tentativo di relazione - utopistico, probabilmente - si ritrova forse tutto il percorso di un artista che non ha veramente mai smesso di credere che l’arte possa cambiare la realtà. 

E forse si spiega così anche il riconoscimento che ora gli viene tributato: un riconoscimento al merito artistico, ma anche umano, dei tanti amici che segnati dalla sua generosa sensibilità nei loro confronti, non possono ora fare a meno di restituirgli un segno di stima e di amicizia. 

A dare il La, infatti, mercoledì 10 maggio, ci sarà un'esposizione-tributo molto speciale degli artisti amici del collettivo Base.

Inoltre, quest'anno Paolo Masi verrà celebrato anche all'estero dal nostro Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con la mostra organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura di Bratislava presso la Galleria Civica di Žilina, in Slovacchia, che inaugurerà il prossimo 18 maggio e sarà visitabile fino al 9 settembre 2023.

Vedute della mostra

Opere esposte

Paolo Masi

A/Pioggia, 1986
smalto su tela
6 elementi, 300 x 80 cm cad.

Paolo Masi

Lo sbriciolarsi di ogni immagine, 1986
smalto su tela
260 x 200 cm

Paolo Masi

Pulsione, 1986
smalto su tela
250 x 199 cm

Paolo Masi

Senza titolo, 1985
smalto su tela
200 x 200 cm

Paolo Masi

Senza titolo, 1985
smalto su tela
200 x 395 cm

Paolo Masi

Senza titolo, 1985
smalto su tela
300 x 200 cm

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