Paolo Masi. La responsabilità dell'occhio

a cura di Flaminio Gualdoni

Io non mi limito solo al piano intellettuale, ma mi concentro su quello fisico, cioè la mano a un certo punto si rifiuta di fare un gesto che ha fatto troppe volte e devo scoprirne uno diverso, un modo diverso di affrontare la superficie, di affrontare la pittura”. (Paolo Masi)

Il giorno del suo ottantesimo compleanno, l’11 maggio 2013, Paolo Masi inaugura un’ampia personale che ripercorre alcune tappe fondamentali della sua storia e ne documenta la fervida stagione recente.

Alcune ampie installazioni di oggi, edite e inedite, si incrociano con cicli storici come i Cartoni, le Tessiture, i Dripping, che dagli anni ’70 lo hanno visto protagonista di un rapporto analiticamente agguerrito e poeticamente visionario con lo spazio del vedere.

Nel corso della mostra sarà presentato un volume monografico, introdotto da un saggio di Flaminio Gualdoni e ricco di testimonianze dell’artista, edito da Gli Ori, che ricostruisce tutta la lunga vicenda operativa di Masi, dal superamento della cultura informale al ruolo di fondatore e protagonista di alcune vicende che hanno fatto di Firenze un polo attivo della pratica contemporanea internazionale: dal gruppo F/Uno negli anni ’60 a spazi di autonoma elaborazione e proposta come Zona e Base.

Scrive Gualdoni: “I fili tesi sulla parete come a tracciare grandiose archipitture liciniane, le barre d’alluminio, i plexiglas portatori del loro colore, gli specchi, i raggi luminosi d’artificio, pongono primariamente in evidenza il processo formativo, l’aspetto dell’azione, e il suo ruolo modificante in seno alla fruizione e alla concezione stessa del luogo”.


 

Vedute della mostra

Catalogo