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Ladik e Binga
3 Luglio - 27 Settembre 2026

La mostra Radical Subjectivity: Katalin Ladik and Tomaso Binga, curata da Branka Benčić, che inaugura venerdì 3 luglio, alle ore 20:00, presso il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Rijeka, raccoglie una selezione di opere fondamentali di Katalin Ladik e Tomaso Binga, tra le artiste europee più influenti nel campo della poesia visiva sperimentale, al crocevia tra linguaggio e immagine. 

L’artista ungherese Katalin Ladik, nata a Novi Sad, e l’artista italiana Tomaso Binga (all’anagrafe Bianca Pucciarelli Menna) sono tra le figure più significative della poesia visiva e della performance art europee. Attraverso un’analisi radicale dei confini del linguaggio, della voce e della corporeità, le loro pratiche affrontano questioni relative all’identità, al genere e alla soggettività, contribuendo al contempo a plasmare spazi di resistenza alle norme culturali, sociali e di genere dominanti.

Mentre Katalin Ladik, nelle sue serie fotografiche performative incentrate sull’autorappresentazione, quali Poemim (1978) e Androgyn (1978), destabilizza le rappresentazioni convenzionali dell’identità femminile e mette in discussione la fluidità dei ruoli di genere, Tomaso Binga integra la performatività di genere nell’atto stesso di costruzione della propria identità artistica, adottando uno pseudonimo maschile come strategia per entrare nel sistema dell’arte. I collage di Ladik, realizzati utilizzando cartamodelli tratti da riviste femminili, affrontano inoltre tematiche relative all’artigianato femminile e alla cultura materiale. In entrambi i casi, ciò che è in gioco è la sovversione dell’identità, nonché una rivisitazione ironica delle aspettative sociali e delle norme di genere tradizionali.

Nell’opera di Tomaso Binga, il corpo diventa una scrittura: dalle figure che formano le lettere dell’alfabeto alla grafia privata di significato, che perde la sua funzione comunicativa e si trasforma in una struttura visiva. Nelle opere di Ladik, il corpo e la voce rendono permeabili i confini del linguaggio, trasformando le parole in ritmo, respiro e suono.

Oggi, in un momento in cui le questioni relative alla libertà di espressione, al corpo e all’identità sono oggetto di dibattito all’interno di contesti sociali più ampi, le opere di Katalin Ladik e Tomaso Binga — sebbene realizzate in contesti storici e artistici specifici — appaiono come echi contemporanei che trascendono le interpretazioni puramente storiche. Esse ci ricordano che i processi storici, artistici e sociali possono essere intesi come strutture del presente che continuano a plasmare l’immaginario sociale e artistico contemporaneo.

La mostra presenta una selezione di opere fondamentali che si collocano all’incrocio tra il verbale e il visivo, proponendo il linguaggio come spazio di gioco e di resistenza. Attraverso diverse strategie di riconfigurazione del linguaggio, del corpo e del testo, le opere esplorano la produzione di una soggettività radicale.

La maggior parte delle opere viene esposta in Croazia per la prima volta, compresa una documentazione fotografica recentemente scoperta della performance di Katalin Ladik a Rijeka nel 1970, immortalata dal fotografo locale Ranko Smokvina.

 

Radical Subjectivity: Katalin Ladik and Tomaso Binga
curata da Branka Benčić
3.07 - 27.09.2026
Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Rijeka, Croazia