NEWS

Nanni Balestrini - Art as political action - New York
-

Center for Italian Modern Art
421 Broome Street, 4th Floor
New York, NY 10013

NANNI BALESTRINI: L'ARTE COME AZIONE POLITICA. MILLE E UNA VOCI, curata da Marco Scotini, è la prima mostra retrospettiva negli Stati Uniti di Nanni Balestrini (1935-2019), artista visivo sperimentale, poeta e romanziere italiano noto per la sua pratica artistica rivoluzionaria e l'appassionato coinvolgimento nella movimenti politico-sociali degli anni ’60 e ’70.

Nato a Milano nel 1935, Balestrini fu uno dei principali protagonisti delle avanguardie letterarie e sociali italiane del secondo dopoguerra: si avvicinò alla poesia sperimentale con una sensibilità visiva derivante dall'uso artistico del collage, e con una pratica compositiva che dava importanza al editing e ricombinazione di testi esistenti (soprattutto giornali, riviste e slogan politici) alla ricerca dell'espressione di un'enunciazione collettiva.

Ha lavorato fianco a fianco con compositori contemporanei interessati alle potenzialità creative della musica stocastica e al rapporto tra tecnologia informatica e arte. Gran parte della sua ricerca artistica e letteraria radicale si sviluppa anche in dialogo con la sua partecipazione ai movimenti studenteschi e operaisti della fine degli anni Sessanta e Settanta, e alla loro esplosiva carica politica. Molta enfasi è stata posta sul carattere esclusivamente tipografico della scrittura nelle opere artistiche di Balestrini. Questa mostra porterà invece l’attenzione sul doppio livello acustico e visivo della parola di Balestrini o, meglio ancora, su quella che Paolo Fabbri definì la sua “indiscernibilità fonico-ottica”.

Lo spettacolo si concentra su due decenni cruciali nella carriera di Balestrini, gli anni Sessanta e Settanta. Comprende oltre 70 opere dell'artista, oltre a vario materiale documentario. Le opere degli anni Sessanta illustrano una fase creativa in cui Balestrini condivideva interessi di ricerca con Luigi Nono, uno dei più importanti compositori sperimentali del XX secolo, e in cui venne fondato anche il movimento letterario di neoavanguardia Gruppo 63. Il rapporto creativo tra Balestrini e Nono dura da un intero decennio e la mostra mette in luce la ricerca di disalienazione della parola perseguita da entrambi e l'uso della tecnologia come mezzo per impadronirsi e sovvertire i mezzi di produzione industriale ed esplorare il loro potenziale artistico. Le ultime opere in mostra risalgono alla fine degli anni Settanta; alcuni di essi furono concepiti in connessione con una poesia dedicata al blackout elettrico di New York nel 1977. Progettata come “azione per voce” per essere eseguita dal paroliere e sperimentatore vocale greco-italiano Demetrio Stratos nel maggio 1979, l'opera non fu mai eseguita a causa della morte prematura di Stratos e della requisitoria di Balestrini nei confronti del movimento politico Autonomia Operaia.

La mostra comprende anche una ricostruzione del Tape Mark I (1961) di Balestrini, uno dei primi esempi di arte generata dal computer. Un poema combinatorio prodotto da un algoritmo scritto nel linguaggio di programmazione Unix su un enorme computer mainframe IBM, Tape Mark I anticipa molte delle domande contemporanee sull'intelligenza artificiale, ed è stato presentato nell'edizione del 1962 dell'Almanacco Letterario Bompiani, dedicato a “l’applicazione del computer all’etica e alla letteratura”, tema di estrema attualità.

Per contestualizzare il lavoro di Balestrini, la mostra presenta una selezione delle prime opere di parole in libertà dell'artista futurista Carlo Carrà, una forma di poesia visiva d'avanguardia che liberava parole e lettere dalle convenzioni grammaticali e sintattiche, rendendole parte del linguaggio visivo. e composizioni performative. Questa tecnica fu cooptata dalla Neoavanguardia italiana negli anni '60, a causa del potenziale rivoluzionario del primo movimento futurista.

IL CURATORE: Marco Scotini è critico d'arte e curatore.
Attualmente è direttore artistico di FM Centro per l’Arte Contemporanea di Milano, centro specializzato nella conservazione e valorizzazione di collezioni private, archivi di artisti e promozione dell’arte contemporanea. Dal 2004 è direttore del Dipartimento di Arti Visive della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e Roma.

È direttore scientifico dell'Archivio Gianni Colombo, dell'Archivio Bert Theis, dell'Archivio Clemen Parrocchetti e dell'Archivio Nanni Balestrini. Dal 2014 è responsabile del programma espositivo del PAV-Parco Arte Vivente di Torino. È stato direttore artistico della 2° Biennale di Yinchuan nel 2018 ed è stato membro dell'Italian Council dal 2019 al 2021.

Ha curato mostre per importanti istituzioni artistiche nazionali e internazionali, tra cui il padiglione dell'Albania alla Biennale di Venezia (2015), tre edizioni della Biennale di Praga (2003, 2005, 2007), Anren Biennale (2017), 2a Biennale di Yinchuan (2018). ed è stato consulente per la Biennale di Bangkok (2020 e 2022). Fa parte della 17a Biennale di Istanbul (2022) e della BETA Biennale di Timișoara (2022). Ha fatto parte del progetto TV Politics a documenta 14 (2017). Il progetto Disobedience Archive di Marco Scotini fa parte della 60a Mostra Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia (2024), a cura di Adriano Pedrosa.