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23 Aprile - 13 Settembre 2026

A vent’anni dalla scomparsa, una grande retrospettiva dedicata al maestro del décollage ripercorre sessant’anni di ricerca artistica, restituendo la forza innovativa di un linguaggio che ha segnato l’arte del Novecento. 
Con oltre 100 opere provenienti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private, la mostra offre una lettura ampia e articolata dell’incessante ricerca artistica di Rotella, dal 1945 al 2005. 
L’esposizione, insieme ad alcuni dei più celebri lavori degli anni Sessanta, mette in luce la straordinaria varietà di tecniche e linguaggi sviluppati da Rotella nel corso della sua carriera. Il percorso, articolato in sette sezioni tematiche, accompagna il visitatore attraverso le principali fasi della sua produzione: si apre con tre opere su carta giovanili datate 1945, provenienti dalla Fondazione Mimmo Rotella, e si conclude con Dance Dream del 2005 che sintetizza alcuni temi essenziali della sua ricerca sul cinema, offrendo così una visione esaustiva su sessant’anni di sperimentazione artistica. L’artista è scomparso nel 2006 e proprio quest’anno ricorre il ventennale della morte. L’importanza della mostra e il rigore nella selezione delle opere è dimostrata anche dalla presenza a Palazzo Ducale di ben tre opere fondamentali di Rotella esposte nella celebre Biennale del 1964, quella che vide il trionfo della Pop Art americana. Si tratta di: Tenere è la notte e Violenza segreta del 1963, oltre a Birra! del 1962.
Il décollage, nelle sue diverse declinazioni, resta il filo conduttore della mostra. Gesto-simbolo radicale della poetica di Rotella, lo strappo si impone come atto assoluto e dirompente: un gesto al tempo stesso estetico e politico, capace di aprire nuovi varchi alla percezione e di mettere a nudo la verità nascosta dietro le immagini del consumo.
Come afferma il curatore Alberto Fiz, “non conta più ciò che si trova in superficie, ma l’aspetto frammentario e frammentato di una dimensione reale destinata a modificarsi sotto lo sguardo complice dell’osservatore. L’immagine crepitante esce dalla sua dimensione solipsistica per diventare parte di un processo in continua evoluzione”.
Questo desiderio di andare oltre la superficie, indagando la materia nei suoi aspetti più profondi, conduce l’artista negli anni Ottanta verso le sovrapitture, in dialogo con il ritorno alla pittura che caratterizza molte esperienze europee, tra cui la Transavanguardia, senza rinunciare al confronto con il graffitismo, così come negli anni Sessanta aveva saputo misurarsi con la Pop Art.

Mimmo Rotella 1945 – 2005
a cura di Alberto Fiz

23 aprile – 13 settembre 2026
Palazzo Ducale, Sottoporticato
Genova

da martedì a domenica 11-19
lunedì chiuso
 

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