MIART 2024
Per la ventottesima edizione di MIART, Frittelli arte contemporanea torna ad esporre nella sezione Established (HALL 3, BOOTH A112 – 114), proponendo un progetto a cura di Roberto Lacarbonara intitolato Segnaletica. Lettere, codici e insegne di un paesaggio artificiale.
La genesi di un mondo artificiale, alla fine degli anni Cinquanta, nutre l’immaginario di una intera generazione di artisti europei e americani, favorendo una trasformazione linguistica che, emergendo dalle istanze informali e realiste, si orienta verso l’analisi del nuovo paesaggio urbano e mediatico.
Il cinema e la neonata televisione ridefiniscono l’intero paesaggio metropolitano dell’Italia postmoderna, mostrando un territorio caotico, contaminato e disordinato: cartelloni stradali, primi abusi edilizi, segnaletiche di luce artificiale, sono indizi di un incerto “terrain vague”, non più rurale, non ancora cittadino.
In un articolo sul Mondo del 1965, Geno Pampaloni avverte che le strisce di “paesaggio americano” attorno all’autostrada sono destinate a produrre profonde alterazioni nel rapporto tra gli italiani e il proprio territorio. Da Risi a Pasolini, da Visconti a Fellini, da Antonioni a Olmi, emerge un territorio ibrido che mescola palazzine in costruzione a case non finite e già in rovina, sterrati fangosi e cantieri ruggenti; alla costruzione corrisponde il crollo, il rudere, gli acquedotti che nutriranno, a distanza di decenni, la “grande bellezza” sorrentiniana.
Molti gli artisti che avviano pratiche di prelievo e incorporazione dei codici della modernità urbana. Le gallerie della Capitale si riempiono di quelle “porzioni metropolitane” ritagliate ed esposte su parete. “Un mondo fatto per slogan – annota Germano Celant – per ritagli visivi, un prelievo dai mass media, dai flashes veloci della TV, dai frammenti a zona della cartellonistica”. Protagonisti sono il paesaggio urbanizzato intravisto da un vetro del finestrino dell’automobile, così pieno di insegne Coca Cola o stazioni della ESSO, ma anche letteroni smembrati e stampigliati che definiscono un linguaggio e una acquisizione già maturi e consapevoli. Maurizio Calvesi parlerà addirittura di “arte segnaletica: il dipinto provoca la nostra attenzione allo stesso modo, e nella stessa misura, di un’insegna”.
Artisti in mostra: Pino Pascali, Mimmo Rotella e Gianni Bertini, insieme con Tomaso Binga, Lucia Marcucci, Luciano Ori e Lamberto Pignotti.