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Pino Pascali MIART
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Per la ventottesima edizione di MIART, Frittelli arte contemporanea torna ad esporre nella sezione Established (HALL 3, BOOTH A112 – 114), proponendo un progetto a cura di Roberto Lacarbonara intitolato Segnaletica. Lettere, codici e insegne di un paesaggio artificiale.

La genesi di un mondo artificiale, alla fine degli anni Cinquanta, nutre l’immaginario di una intera generazione di artisti europei e americani, favorendo una trasformazione linguistica che, emergendo dalle istanze informali e realiste, si orienta verso l’analisi del nuovo paesaggio urbano e mediatico.
Il cinema e la neonata televisione ridefiniscono l’intero paesaggio metropolitano dell’Italia postmoderna, mostrando un territorio caotico, contaminato e disordinato: cartelloni stradali, primi abusi edilizi, segnaletiche di luce artificiale, sono indizi di un incerto “terrain vague”, non più rurale, non ancora cittadino.
In un articolo sul Mondo del 1965, Geno Pampaloni avverte che le strisce di “paesaggio americano” attorno all’autostrada sono destinate a produrre profonde alterazioni nel rapporto tra gli italiani e il proprio territorio. Da Risi a Pasolini, da Visconti a Fellini, da Antonioni a Olmi, emerge un territorio ibrido che mescola palazzine in costruzione a case non finite e già in rovina, sterrati fangosi e cantieri ruggenti; alla costruzione corrisponde il crollo, il rudere, gli acquedotti che nutriranno, a distanza di decenni, la “grande bellezza” sorrentiniana.

Molti gli artisti che avviano pratiche di prelievo e incorporazione dei codici della modernità urbana. Le gallerie della Capitale si riempiono di quelle “porzioni metropolitane” ritagliate ed esposte su parete. “Un mondo fatto per slogan – annota Germano Celant – per ritagli visivi, un prelievo dai mass media, dai flashes veloci della TV, dai frammenti a zona della cartellonistica”. Protagonisti sono il paesaggio urbanizzato intravisto da un vetro del finestrino dell’automobile, così pieno di insegne Coca Cola o stazioni della ESSO, ma anche letteroni smembrati e stampigliati che definiscono un linguaggio e una acquisizione già maturi e consapevoli. Maurizio Calvesi parlerà addirittura di “arte segnaletica: il dipinto provoca la nostra attenzione allo stesso modo, e nella stessa misura, di un’insegna”.

Artisti in mostra: Pino Pascali, Mimmo Rotella e Gianni Bertini, insieme con Tomaso Binga, Lucia Marcucci, Luciano Ori e Lamberto Pignotti.

Photogallery

Opere esposte

Pino Pascali

Lettere, 1964, 
tecnica mista su faesite, 
36 x 49,8 cm

Pino Pascali

New York, 1967, 
tecnica mista su cartoncino, 
28 x 89,6 cm

Pino Pascali

Scenografia Killers, 1966, 
collage su cartoncino, 33 x 99 cm

Pino Pascali

1, 2, 3... 9, 1967, 
tempera su acetato sovrapposto a pagina stampata, 
25,5 x 37,7 cm

Mimmo Rotella

Documento, 1962, 
disegno su décollage su tela, 
107 x 97 cm

Tomaso Binga

Riflettendo sulle Riflessioni, 1992, 
collage e dattiloscritto su cartoncino, 
67,6 x 50 cm

Luciano Ori

Bottiglie n. 2, 1963
collage su compensato
47 x 52 cm

Mimmo Rotella

Americano, 1967
artypo su tela
101 z 133 cm

Pino Pascali

New York, 1963
china, matite e inchiostro per timbri su carta
25 x 35,4 cm

Pino Pascali

New York, 1967
tecnica mista su cartoncino
25 x 68,2 cm

Pino Pascali

Meglio è, 1963
frottage e collage su cartoncino
35 x 24,7 cm

Pino Pascali

Senza titolo, 1963
tecnica mista su cartoncino
37 x 55 cm

Pino Pascali

Impronta della mano sinistra di Pino Pascali, 1963
tempera murale su carta incollata su cartoncino nero
28 x 23,5 cm

Pino Pascali

Negroni, 1963
inchiostro per timbri e pastelli su cartoncino
35 x 24 cm

Pino Pascali

Scenografia, 1964-65
tecnica mista su cartoncino
25 x 70 cm

Pino Pascali

Il tenente O'Clock, 1964
tempera e china su acetato e carta
25 x 30 cm

Pino Pascali

Lettere, 1964-65
tecnica mista su cartoncino
38 x 44 cm

Pino Pascali

Al Cafone con sigaro e Ragno, 1967
tecnica mista su acetato e cartoncino
25 x 31 cm

Gianni Bertini

La guerra di Troia, 1962
olio su carta intelata
92 x 92 cm