Artista originale ed eclettico, pittore astratto, informale, inventore di soluzioni provocatorie, ma anche scrittore, performer, promotore di eventi, Gianni Bertini (Pisa, 1922 - Caen 2010) è stato uno dei protagonisti dell’arte della seconda metà del Novecento.

100 opere per 100 anni: Frittelli arte contemporanea, nel centenario della nascita, presenta la mostra Gianni Bertini. Identikit 100, dal 2 dicembre 2022 al 21 aprile 2023, che ripercorre le tappe fondamentali della sua ricerca artistica, restituendo la pluralità delle sperimentazioni e l’esuberanza della personalità di un artista che, nella sua lunga vita, ha strenuamente letto e interpretato la realtà con ironia, coraggio e talento.

Nell'occasione verrà presentato ufficialmente il Catalogo Ragionato dell'artista, realizzato dall'Archivio Frittelli per l'Opera di Gianni Bertini, sotto la curatela di Francesco Tedeschi, con la collaborazione di Federica Boragina, Myrna Galli e Kevin McManus; il volume, in due tomi, è uscito in libreria per Electa ed offre la più ampia documentazione scientifica sull'opera dell'artista.

L'esposizione, organizzata in collaborazione con l'Associazione Gianni Bertini di Milano diretta da Thierry Bertini e con Sergio Grossetti storico gallerista di riferimento dell'artista, è la prosecuzione dell'omaggio reso a Bertini dalla Fondazione Mudima di Milano – Gianni Bertini. Mec-Art Display dal 10 al 30 novembre 2022 – e presenta al pubblico per la prima volta le maquettes, preziosi collage che sono alle origini dei soggetti più noti e provocatori delle opere della Mec-Art.

Il percorso si dipana fra diversi nuclei di opere, dagli esordi con la serie de “I Gridi” (1948-49), quadri che anticipano i linguaggi pop, con lettere, numeri e simboli segnaletici, alle fugaci ma significative adesioni al MAC e all'Arte Nucleare (1950-1952), alle atmosfere incantate e i riferimenti mitologici della pittura informale, con un focus sulle carte intelate di grandi dimensioni del 1959, per arrivare alle tele emulsionate della serie Mec-Art, alle quali appartengono opere celebri come: La double himera (1965), Stilmec (1967), Seguite quella ruota (1967).

La mostra sarà anche l'occasione per svelare episodi meno conosciuti storia dell'artista: Comunicazioni interdisciplinari del 1971, la bertinizzazione del 1961-62, i libri d'artista, le molteplici sperimentazioni editoriali, le video-interviste nonché la multiforme stravaganza che ha abitato la quotidianità di Bertini.


Quasi tutte le persone coltivano il dono della memoria, e chi non ne ha si esercita ad averne. 
Nel mio caso mi sono invece sempre esercitato a dimenticare. In primo luogo voglio dimenticare i miei quadri, la loro immagine e la loro fattura. Li dimentico per timore d'imitare me stesso. 
Solo il gesto, la sua precisione, il suo linguaggio mi è sempre interessato affinare. 
Dunque far scaturire ogni volta un significato nuovo, dimenticando la forma precedente”.

Gianni Bertini


 

Vedute della mostra

Opere esposte

Gianni Bertini

Numero 1, 1948
tempera su carta su tavola
40 x 33 cm

Gianni Bertini

Écume de Thétys, 1958
olio e anilina su tela
195 x 130 cm

Gianni Bertini

La mort de Patrocle, 1958
olio e tempera su carta intelata
180 x 180 cm

Gianni Bertini

Stilmec, 1967
anilina e riporto fotografico su tela emulsionata
162 x 120 cm

Gianni Bertini

Seguite quella ruota, 1967
acrilico, anilina e riporto fotografico su tela emulsionata
165 x 120 cm

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