Frittelli arte contemporanea è lieta presentare il secondo appuntamento della stagione espositiva 2019/2020, dedicato a uno tra gli artisti più rilevanti del secondo dopoguerra: Corrado Cagli. Paura del Totem.

La mostra si propone di offrire una visione completa dell'immaginario magico-totemico presente nella pittura di Corrado Cagli, un artista che fin dagli esordi ha reso propria l'urgenza di un profondo rinnovamento del linguaggio artistico. La ricerca di archetipi figurali e soprattutto segnici, sempre tradotti in una cifra autonoma e personale, affiora nelle varie esperienze formali dell'artista.

Nelle opere in mostra la realtà del visibile e dell'inconscio, la memoria e il presagio, convivono nel tentativo continuo di esplorare il mondo moderno in chiave primitiva, barbarica e “misterica”, con riferimenti ricorrenti al pensiero di Carl Gustav Jung.
Operando oltre la contrapposizione figurazione e non-figurazione, Cagli rivendica il proprio nomadismo creativo in chiave di libertà d'immaginazione e di espressione. 

La mostra raccoglie oltre cinquanta opere eseguite tra il 1946 e il 1973, a partire da una serie di oli in bianco e nero su carta della fine degli anni Quaranta, Il pastore, La lanterna, da cui emerge un potente segno gestuale ininterrotto, proseguendo con Impronte e Chimera del 1950 in cui la sovrapposizione di materia cromatica avviene per frammenti intrisi di colore, oppure per graffiti di ispirazione rupestre. Del periodo 1954-55 sono presenti una serie di Tavolette, tra cui Paura del Totem, realizzate a cera su carta incollata su legno, che approfondiscono la ricerca sugli archetipi, attingendo a fonti figurali di civiltà extraeuropee.

Si succedono poi le Carte della fine degli anni Cinquanta, ottenute attraverso la polverizzazione ad aerografo del colore, come Apparizione e Il Monaco, segnate dall'emergere di un oggetto fantasma.

Troviamo ancora Le Siciliane, uno splendido ciclo pittorico ispirato alla solarità e alla mediterraneità della Sicilia, tra cui Turi-mnesia e Pupiddunanau, squillanti inchiostri colorati su carta che alludono a miti micenei, etruschi e fenici.

Infine, sculture come Fonte di Fauno, bronzo del 1965, e l'arazzo Enigma Solare del 1973 documentano l'esplorazione a tutto campo dell'artista.

«Nessuno sa della psiche – affermava Cagli nel 1959 – se non il perimetro di un impenetrabile labirinto ove, tuttavia, i processi associativi sondano e traggono, da una illimitata congerie, argomenti, vocaboli, forme, sensazioni, al fine di comunicare ed esprimere. Nessuno, però più dei moderni ha investigato lo spessore di quei sedimenti che occultano, in semi sparsi, la memoria della storia dell'uomo.»


 


 


 

Vedute della mostra

Opere esposte

Corrado Cagli

Casa Dgjalal, 1964
inchiostri colorati su carta di riso intelata
53,5 x 67,5 cm

Corrado Cagli

Il pastore, 1946
olio su carta intelata
60 x 45 cm

Corrado Cagli

Lanterna, 1949
olio su carta intelata
45 x 65 cm

Corrado Cagli

Partenze, 1949
olio su carta intelata
70 x 115 cm

Corrado Cagli

Pupiddunanau, 1964
olio su carta intelata
53,5 x 67,5 cm

Corrado Cagli

Turi-mnesia, 1964
inchiostri colorati su carta intelata
53,5 x 67,5 cm