Frittelli arte contemporanea è lieta di presentare la mostra Pino Pascali. Disegnare una fotografia a cura di Roberto Lacarbonara, realizzata in collaborazione con l’Archivio dell’Opera Grafica di Pino Pascali (Firenze), la Fondazione Pino Pascali (Polignano a Mare) e gli archivi fotografici di Claudio Abate (Roma), Elisabetta Catalano (Roma), Marcello Colitti (Roma) e Ugo Mulas (Milano). 

In quella straordinaria fucina sperimentale del disegno animato che ha caratterizzato l’esordio del linguaggio pubblicitario nella televisione italiana degli anni Cinquanta e Sessanta, il ruolo di Pino Pascali (Bari, 1935 – Roma, 1968) rappresenta un passaggio dirompente, in grado di innovare la narrazione, l’immagine e il dinamismo dei soggetti, attraverso una produzione ironica, a tratti sofisticata, sempre dotata di grande invenzione e genialità.

Il recente ritrovamento dell’intera sequenza delle tavole originali di Intermezzo 23 – un corto animato disegnato da Pascali per la casa di produzione Lodolo Film nel 1966 e destinato al neonato contenitore pubblicitario del Secondo Canale RAI dal titolo Intermezzo – è all’origine di questa mostra che, per la prima volta, raduna l’intero ciclo di ideazione, progettazione e sviluppo grafico del film, esponendo 51 scene, integralmente ricostruite, composte da pitture acriliche su acetato e grafite su carta.

Protagonisti del curioso “siparietto” ideato da Pascali sono i noti Postero’s, personaggi provenienti da un improbabile “futuro arcaico” alle prese con la scoperta di oggetti archeologici datati “diecimila anni fra”. Adoperando un’antica macchina fotografica a soffietto, un borioso militare, il “Gran Generale”, è in posa al cospetto del fotografo che dispone le attrezzature per uno scatto celebrativo. La realizzazione di questa fotografia si rivela piuttosto problematica, incorrendo nelle ire del Generale che ricorre a esilaranti tentativi al fine di raggiungere – invano – un’immagine appagante, degna di un così celebre committente. 

La storia di questa “mancata fotografia” diventa spunto e occasione per indagare il frequente ricorso di Pascali al mezzo fotografico, osservando come l’artista abbia operato, in molteplici occasioni, al di qua o al di là dell’obiettivo: come attore in posa per un film, come interprete performativo accanto alle proprie sculture, come fotografo che cattura immagini per un progetto pubblicitario, o come – nel caso di Intermezzo 23 – un illustratore impegnato a “disegnare una fotografia”.

Accanto ai bozzetti di Postero’s e a una selezione di disegni caratterizzati dall’impiego di supporti, tecniche e materiali fotografici – pellicole, carte emulsionate, ingrandimenti, stampe a contatto, fotogrammi, fotopitture – l’esposizione propone una raccolta di scatti provenienti dalla Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare, direttamente eseguiti dall’artista tra Roma e Napoli nel 1965-66, in occasione della produzione pubblicitaria di un carosello per l’azienda Cirio. In mostra anche le immagini filmiche e fotografiche di Pascali nei panni di Pulcinella e di Pazzariello, due maschere napoletane interpretate per lo stesso carosello. 

Dalla collaborazione con gli archivi di grandi fotografi italiani – che operarono accanto a Pascali negli anni dell’intensa produzione artistica tra il 1964 e la scomparsa a soli 33 anni nel 1968 – provengono gli scatti di Claudio Abate, Elisabetta Catalano, Marcello Colitti e Ugo Mulas: straordinarie immagini che testimoniano la felice e spontanea performatività dell’artista pugliese di fronte all’obiettivo, non senza indossare stravaganti maschere e travestimenti.

Vedute della mostra