La mostra propone una selezione di opere appartenenti alle serie Concrete Island e Rischiano pene molto severe, realizzate da Paola Di Bello tra la seconda metà degli anni Novanta e il 2001. In entrambe l’artista sceglie un’angolazione inconsueta nel fotografare oggetti e persone. Di Bello ruota l’obiettivo di 90 gradi e i soggetti passano dalla posizione orizzontale a quella verticale, generando un cambiamento nella percezione della realtà. In Concrete Island (1996/2001), in particolare, l’artista fotografa e propone a grandezza naturale oggetti di scarto – sedie, tavoli, divani, lavandini, ecc. – che giacciono abbandonati sull’erba o sul ciglio della strada; attraverso la rotazione, gli oggetti tornano ad assumere la posizione che avevano prima di essere buttati via. 

Di Bello ricorre a una soluzione analoga anche nella serie Rischiano pene molto severe (1998/2001), in cui l’artista ritrae, per diversi mesi, le persone senza fissa dimora che dormono nelle stazioni ferroviarie e metropolitane di Milano: attraverso il cambio di angolazione e la stampa di grande formato (in scala 1:1) i soggetti assumono un aspetto monumentale. 

Vedute della mostra

Opere esposte

Paola Di Bello

Concrete Island, 1996/1999
cibachrome plastificato lucido su alluminio
70 x 103 cm

Paola Di Bello

Concrete Island, 1996/1999
cibachrome plastificato lucido su alluminio
125 x 85 cm

Paola Di Bello

RPMS - Rischiano pene molto severe, 1998
fotografia a colori su forex
210 x 125 cm

Paola Di Bello

RPMS - Rischiano pene molto severe, 1998
fotografia a colori su forex
210 x 125 cm