NEWS

POP/BEAT - Italia 1960-1979. Liberi di sognare
2 Marzo - 28 Luglio 2024

Il progetto espositivo si propone di indagare, per la prima volta in maniera così organica, lo sviluppo della Pop Art e della Beat Generation in Italia: una selezione di opere di grande formato, unita a documenti, musica, video originali permetteranno ai fruitori della mostra di immergersi in un percorso sintetizzato dallo slogan “liberi di sognare”, che ben corrisponde al sentimento di fondo di quel particolare periodo storico tra il 1960 e il 1979.

Avallando il parere diffuso che gli anni Dieci e gli anni Sessanta siano stati, infatti, i due decenni-cardine per le arti in Italia, POP/BEAT - Italia 1960-1979 si configura quindi come un progetto multidisciplinare che propone un’interconnessione tra tutte le forme espressive, dalla pittura alla scultura, dal video alla fotografia, dalla musica alla letteratura, dalla socialità al costume, mai indagate in questa misura fino ad oggi. 

Mentre negli Stati Uniti, dalla fine degli anni Quaranta, si afferma la Beat Generation di Allen Ginsberg, Jack Kerouac, Lawrence Ferlinghetti, Gregory Corso, William S. Burroughs e molti altri, oltre un decennio prima rispetto allo sviluppo della Pop Art capitanata da Andy Warhol, in Italia si assiste, tra il 1962 e il 1965, a una sorta di contemporanea presa di coscienza Pop nelle arti, nella letteratura e nella musica, che si fa interprete dei mutamenti sociali, politici e culturali del periodo e delle istanze provenienti dalle piazze, dalle università e dalle fabbriche. 

La mostra si propone di mettere in evidenza l’unicità propositiva e la statura assoluta della Pop Art italiana in Europa, nonché le differenze sostanziali e l’autonomia degli artisti italiani rispetto a quelli americani. Se i secondi furono innegabilmente orientati all’evidenza dei prodotti di consumo della società di massa amplificati dalla pubblicità, al contrario, i primi presero spunto dalla natura, dai riferimenti storiografici e sociali, quali quelli movimentisti e politici a cavallo del Sessantotto, e guardarono con interesse al Futurismo, prima Avanguardia Storica del Novecento. 

All’interno dell’esposizione, il percorso Pop prenderà avvio da alcuni tra i precursori di tale sensibilità quali Enrico Baj, Gianni Bertini, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto e Mimmo Rotella, evidenziando poi, anche nell’allestimento della mostra, la saldatura tra le esperienze del Gruppo di Piazza del Popolo a Roma, con Mario Schifano autentico protagonista, e quelle degli artisti limitrofi alla Galleria Marconi di Milano. In mostra si potrà quindi ricostruire una geografia complessiva dei protagonisti dell’arte Pop, unitaria e di respiro nazionale: Milano e Roma, quindi, ma anche Torino, Bologna, Firenze e Napoli. 

Parallelamente, saranno presenti in mostra alcune emergenze del mondo Beat italiano che, sebbene abbia avuto uno sviluppo tardivo rispetto alle novità in pittura, conobbe una diffusione significativa a partire dagli inizi degli anni Settanta: una letteratura, quella Beat, che partì anch’essa “dal basso”, spesso nelle zone più disagiate e periferiche dell’Italia, lontano dalle dorate capitali delle case editrici verso cui spesso i suoi interpreti avanzeranno critiche e rivendicazioni. 

A proposito della letteratura Beat, saranno proposti autori quali Aldo Piromalli, Gianni Milano, Andrea d’Anna, Gianni De Martino, Pietro Tartamella, Eros Alesi, Vincenzo Parrella – “randagi agnelli angeli fottuti” (secondo la definizione di Gianni De Martino, 1967) – nonché la vicenda artistica militante dell’Antigruppo siciliano guidato dalla figura carismatica di Nat Scammacca, sicuramente meno indagata fino ad oggi rispetto all’attività del Gruppo 63 di Umberto Eco, Luigi Nono, Elio Pagliarani, Edoardo Sanguineti. 

Il percorso terminerà con proiezioni video e testimonianze dirette dei protagonisti delle esperienze collettivistiche delle Feste al Parco Lambro di Milano nel 1974-1976 e del Festival della poesia di Castelporziano nel 1979. 

Un’ampia sezione documentaria, con ciclostilati, manifesti, scritti, libri e fotografie dell’epoca, sarà esposta in mostra. 

Alla musica Pop/Beat, ma anche ai temi più sentiti dell’epoca, saranno dedicati alcuni eventi speciali: concerti, reading, proiezioni di documentari e video-interviste, conferenze e dibattiti animeranno gli spazi di aggregazione della città di Vicenza e lo spazio espositivo stesso. 

Frittelli arte contemporanea ha contribuito con il prestito di due opere di Gianni Bertini: Stilmec, 1967 e La double himera, 1965.
 

POP/BEAT – Italia 1960-1979
a cura di Roberto Floreani

2 marzo – 28 luglio 2024
Basilica Palladiana, Vicenza

da mercoledì a venerdì: 10.00 – 18.00
sabato e domenica: 10.00 – 19.30

lunedì e martedì chiuso

Opere esposte

Gianni Bertini

Stilmec, 1967
anilina e riporto fotografico su tela emulsionata
162 x 120 cm
 

Gianni Bertini

La double himera, 1965
anilina e riporto fotografico su tela emulsionata
195 x 119 cm