MIART 2022
Il 20 maggio 1965 Paolo Masi inaugura una mostra personale alla Galleria Aquilone in via Santo Spirito a Firenze, realtà autogestita da artisti e teorici tra cui spiccano il ceramista Fabrizio Fabbrini e il critico Claudio Popovich. Il format riprende la tipologia di mostre-dibattito itineranti in voga in quegli anni, presentate in sedi politiche (di solito le case del popolo) e introdotte da un dibattito aperto al pubblico, in una dimensione che univa ricerca estetica, ideologia e militanza.
Masi espone opere in dialogo con le coeve esperienze del romano Gruppo Uno e di arte programmata, in cui scompone, disseziona, organizza la superficie in spicchi e raggi, allarga e restringe i ritmi spaziali in una somma di reticolati. Le prospettive virtuali originate dall’iterazione ossessiva di piccole forme rettangolari raccontano in forma simbolica uno spazio in profonda crisi e svelano le strutture nascoste oltre la superficie.
L’interesse dell’artista per la superficie rimane costante nel corso della sua lunga attività: i materiali e le strutture rimandano anche ad un’analisi sottile del contesto urbano, ricollegano un lavoro mentale e tecnico ad una condizione interiore di rapporto con la storia, con la propria città, con la propria realtà esistenziale.
Il progetto espositivo presentato a MIART 2022, intitolato Paolo Masi. Strutture 1965 - 2021, ricostruisce in parte la mostra alla Galleria Aquilone e gli sviluppi successivi di questa ricerca, fino alle opere più recenti realizzate nel 2021 in occasione della mostra Paolo Masi. Dalle mani alle mani a Firenze.