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MEC ART arte oltre la fine della pittura

a cura di Francesco Tedeschi
4 giugno - 24 luglio 2010

Evento in collaborazione con Galleria Elleni, Fondazione Marconi, Fondazione Mudima, Fondazione Mimmo Rotella, Archivio Aldo Tagliaferro, Fondazione VAF.

La mostra che si inaugurerà il prossimo venerdì 4 giugno presso Frittelli Arte a Firenze, dedicata alla Mec Art, intende proporre, con un allestimento spettacolare ed esaustivo, i caratteri della tendenza nata nella prima metà degli anni Sessanta a Parigi, e sviluppatasi con alcune manifestazioni in Italia fra il 1966 e il 1970. Fondata sulla realizzazione di opere su tela emulsionata con procedimenti fotografici, essa si è espressa attraverso lavori in cui variamente le tecniche della fotografia, della pittura e del collage si sovrappongono idealmente, dando luogo a lavori che interpretavano i soggetti della contemporaneità, di una cronaca presto divenuta immagine di un’epoca e forma della storia, secondo le valenze rintracciabili nelle poetiche individuali degli autori che hanno partecipato alle mostre e alle iniziative legate alla storia della Mec Art.

Promossa originariamente dalla posizione critica di Pierre Restany, che intendeva farne una risposta europea alle forme e ai modi della Pop Art, essa ha permesso di ricollegare la storia della sperimentazione fotografica delle avanguardie storiche con i temi e i “miti” del presente. Tra i suoi protagonisti sono fin dall’inizio Mimmo Rotella e Gianni Bertini, che erano già direttamente seguiti da Restany nelle mostre a Parigi e in altre città internazionali da lui realizzate nei primi anni Sessanta. Alla sua presentazione in Italia, presso la galleria Blu di Milano nel 1966, è seguito il coinvolgimento di alcuni artisti di una generazione più giovane, tra i quali quelli che più assiduamente hanno partecipato alle successive iniziative, curate da critici italiani come Pierluigi Albertoni e Daniela Palazzoli, sono Aldo Tagliaferro, Bruno Di Bello ed Elio Mariani. Le opere di questi cinque artisti sono al centro della trattazione attorno alla Mec Art sviluppata da Volker Feierabend, da Francesco Tedeschi e da Kevin McManus per il volume recentemente pubblicato da Silvana Editoriale, su iniziativa della Fondazione VAF, che ha inteso effettuare un approfondimento sui caratteri della Mec Art e sulla sua vicenda storico-critica. Gli stessi autori sono protagonisti della mostra che Frittelli Arte offre dal 4 giugno al 24 luglio al pubblico, con più di 40 opere selezionate fra quelle più significative da loro realizzate fra la seconda metà degli anni Sessanta e i primi anni Settanta.

Partendo da alcuni dei lavori eseguiti da Rotella attorno all’omicidio di John Kennedy e alle vicende del Concilio Vaticano II; riprese nella sua mostra “Vatican IV” tenutasi nel 1965 presso la Galerie J di Parigi, e dalle prime prove di un’arte di soggetto meccanomorfo derivate da tecniche fotografiche di Gianni Bertini, la mostra si dipana attorno ai temi e alle tecniche proposte dai singoli autori, con attenzione per il rapporto con la cronaca, i “miti” del proprio tempo, la memoria dell’avanguardia, la rappresentazione dell’uomo contemporaneo alla luce delle proposte dell’industria culturale e dei mezzi di comunicazione sociale, per giungere alle riflessioni analitiche che introducono una ulteriore elaborazione in senso “concettuale” della Mec Art alla fine del decennio.

Oltre a presentare i vari soggetti su cui la Mec Art si è esercitata, l’attenzione per i singoli autori si esplica anche con la presentazione di alcuni lavori di grande formato, che costituiscono il segno di una volontà di rappresentazione orientata a misurarsi con la spettacolarità dei nuovi mezzi di comunicazione.

La mostra è accompagnata da monografia edita da Silvana Editoriale.


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