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Mimmo Rotella

Mimmo Rotella è nato a Catanzaro nel 1918. Studia arte alla Scuola di Belle Arti di Napoli negli anni Trenta e successivamente si trasferisce a Roma. Qui conduce ricerche ed esperimenti in varie direzioni: fotografie, foto-montaggi, décollages, assemblages di oggetti eterogenei, poesia fonetica, musiche primitive. Nel 1951-1952 è negli  Stati Uniti grazie ad una borsa di studio della “Fullbright Foundation” di Kansas City ricevuta dapprima come studente e poi come artista.Nel 1954 Emilio Villa lo invita ad esporre in una mostra collettiva i suoi manifesti lacerati. Dei primi lavori Rotella ricorda che nacquero durante un periodo in cui passeggiando spesso per le strade di Roma si sentì sempre più attratto da quei manifesti-materia rimasti sui muri ed allora cominciò a raccoglierli, lacerandoli la notte di nascosto. Di questi décollages coloratissimi Villa disse che erano la scoperta di uno spazio nuovo rispetto al collage cubista. Le opere di Rotella s’imposero subito all’attenzione della critica  e del collezionismo d’avanguardia ed a questa prima mostra ne seguirono molte altre. Nel 1955 espone per la prima volta a Roma i "Manifesti lacerati" nella mostra "Sette pittori sul Tevere", presso le Zattere del Ciriola a Roma e nella personale presso la Galleria del Naviglio a Milano, dove partecipa anche al "Premio Graziano 1955". Nel 1956 partecipa all'esposizione collettiva "dorazio, Perilli, Rotella, Sanfilippo, Fasola" presso la Galleria Selecta di Roma. Nel 1961 partecipa su invito del critico francese Pierre Restany al gruppo dei Nouveaux Réalistes (Arman, Cesar, Christo, Deschamps, Dufrene, Hains, Yves Klein, Martial Raysse, Niki de Saint-Phalle, Spoerri, Tinguely, Villegle). Nel 1965 aderisce - insieme a Gianni Bertini e ad altri artisti - al movimento Mec-art, abbreviazione di “arte meccanica”, in cui le opere vengono realizzate riportando immagini fotografiche su tela emulsionata. Alla fine degli anni ’60 realizza gli artypo plastiques, prove di stampa, colori, percezioni, riportate su rigidi supporti di plastica. Esponente del Nouveau Realisme, Rotella si è imposto per aver fatto dell’arte un comportamento: “Giocando con l’erotismo e la speculazione intellettuale Rotella è un agitato che passa attraverso vari stili con un distacco da dandy” scrisse Otto Hahn. E questa sua “vitale agitazione” lo porta nel 1990 ad una riappropriazione della pittura dipingendo su décollages i ritratti dei Maestri dell’arte del ‘900.

Mimmo Rotella dopo aver girato il mondo, si stabilisce a Milano e in Calabria non ritorna più, ma la considererà sempre l'humus intellettualmente fertile in cui il suo lavoro affonda le radici. La sua casa materna acquisita dal comune di Catanzaro si trasforma nel 2000 in "Fondazione Mimmo Rotella", destinata ad ospitare un museo, un archivio e manifestazioni temporanee. In seguito la città di Catanzaro, gli commissiona un grande decollage, La leggenda di Icaro, per l'aeroporto di Lamezia Terme e gli dedica una mostra retrospettiva, cui l'artista risponde con l'affiche intitolata Un tacco a spillo, nata da un manifesto strappato dai muri della città. Nel frattempo la Francia gli dedica una grande retrospettiva nel Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Nizza (2000). Rotella lavora molto a New York e soprattutto a Parigi, dove è conosciutissimo. 

Nel 2001 due importanti mcarlo e mimmo.jpgostre antologiche: a Firenze (Centro d'arte Spaziotempo) e a Pisa (Palazzo Lanfranchi) di cui vengono edite le relative monografie. 

Dal 2000 lavora a un progetto incentrato sulle immagini sacre nella storia dell’arte italiana, che fanno parte ormai del panorama urbano attraverso i manifesti stradali che pubblicizzano le mostre-evento. Di questo ciclo, denominato Sacre Passioni,  esistono solo poche testimonianze, tra cui il capolavoro Parlando con Dio del 2004, un enorme décollage eseguito sull’immagine di un dolente Cristo duecentesco.

Nel 2004 Rotella ha ricevuto la laurea honoris causa in Architettura all'Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.

La più grande collezione di Rotella, appartiene ad una importante collezionista milanese. Mimmo Rotella è stato un frequentatore del Museo Santa Barbara di Mammola (RC), considerato uno dei più importati Musei di Arte Moderna, dove ha lasciato numerose opere d'arte. Non smette mai d'inventare e creare fino alla fine dei suoi giorni. Muore a Milano l'8 gennaio 2006.

Negli ultimi anni Rotella si era dedicato ad un altro importante progetto espositivo sui manifesti di “Cinecittà”, in omaggio al mitico e ininterrotto lavoro iniziato negli anni ’60, presentato nella mostra inaugurale Cinecittà da Frittelli Arte Contemporanea, nel mese di aprile 2006.

Nel 2011 la Galleria Frittelli Arte Contemporanea ha dedicato una mostra al periodo degli artypo Par erreur. Mimmo Rotella Artypo.


Mimmo Rotella rimane tra i più importanti artisti italiani del novecento. Le sue opere sono presenti nelle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, ha esposto nei più importanti musei e nelle migliori gallerie di tutti i paesi. La sua opera è considerata tra le più innovative dell’arte italiana del XX secolo, e i suoi décollages rappresentano l’arte italiana assieme alle opere di Fontana, Burri e De Chirico in tutte le collezioni internazionali.

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