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Lucio Pozzi

Lucio Pozzi nasce a Milano nel 1935. Dopo aver vissuto qualche anno a Roma, dove studia architettura, nel 1962 arriva negli Stati Uniti, ospite dell'Harvard International Summer Seminar. Si stabilisce a New York e qui prende la cittadinanza americana. In breve le sue opere vengono esposte in gallerie come l’Ariete, Bykert, John Weber, Gianenzo Sperone, Yvon Lambert, Leo Castelli.
Oggi vive e lavora tra Hudson e Valeggio sul Mincio, Verona.

Pozzi è un pittore che ama dipingere, ma i suoi interessi artistici non seguono esclusivamente contesti pittorici. Nel 1978 il Museum of Modern Art di New York espose, in una delle sue prime presentazioni, i suoi video della serie Projects: Video. Ma l'artista, che negli anni ha sperimentato anche installazioni e performances, occasionalmente scrive e ha insegnato alla Cooper Union, al Sculpture Graduate Program della Yale University, alla Princeton University e al Maryland Institute of Art. E' inoltre professore alla School of Visual Arts di New York, all'Accademia Cignaroli di Verona e alla Libera Accademia di Brescia.

Nel 1983 è stato premiato con il National Endowment for the Arts e nel 2010 ha ricevuto un Diploma Honoris Causa all’Accademia di Verona.

Pozzi è un artista segretamente sovversivo. Messi da parte i manifesti, ha usato l'Arte Concettuale come punto di partenza per mettere in discussione i presupposti dell'arte e andare alla ricerca dell'intensità e dell'ispirazione attraverso un continuo avvicendamento di esperienze artistiche differenti. Per l'artista, infatti, la coerenza di stile e significato non dipendono dalle formule, ma tendono a rivelarsi senza calcoli preliminari nella pratica artistica.

Il primo scandalo si produce nel 1978 nel tempio del Concettualismo, la galleria John Weber a New York: Pozzi espose dei paesaggi ad acquerello pochi mesi dopo aver presentato negli stessi spazi un'immensa installazione. Quando nella prima delle Provocation Shows, nel 1980, riunì 80 dipinti, tutti diversi fra loro per forma e materiali, molti pensarono che Weber e Pozzi fossero diventati matti: nell'imbarazzo generale, quasi nessuno seppe cosa scrivere. Seguirono altre esposizioni dello stesso genere nei musei dell'Università del Massachusetts, di Bielefeld e Karlsruhe, nello Studio Carlo Grossetti di Milano; nel 1984 la mostra venne ospitata nelle tre gallerie, Leo Castelli, John Weber e Susan Caldwell a New York. Le Provocation Shows vengono allestite ancora oggi in molti musei e gallerie, al pari delle singole famiglie di lavori.

Malgrado oggi siano molti gli artisti le cui opere dissacranti sono accettate dal mondo dell'arte, l'insistenza di Pozzi nel dipingere sia quadri figurativi che astratti, costruire entità fotografiche e nel contempo produrre performances, installazioni e video, sembra richiamare l'attenzione solo delle giovanissime generazioni.

L'insegnamento è un altro mezzo attraverso il quale Pozzi contesta i dati comunemente accettati,  sondando, altresì, la pratica artistica nel tessuto dell'arte moderna. Gli slogan sensazionali, urlati,  sono messi da parte a favore di una sottile, capillare, individuale, caso per caso, infiltrazione guerrigliera.


Le opere di Pozzi si trovano nelle seguenti collezioni: The New York Public Library; The Detroit Institute of Arts, Detroit; The Museum of Modern Art, New York; The Whitney Museum of American Art, New York; The Museum of Contemporary Art, Chicago; The Art Gallery of Ontario, Toronto; The Fogg Museum, Harvard U. Cambridge Mass.; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, Italia; Giuseppe Panza Di Biumo, Lugano, Svizzera; Herbert and Dorothy Vogel, New York; PS1 Contemporary Art Center, New York; Museum of New Art, Detroit, MI.; Zimmerli Art Museum, New Brunswick, NJ.; Kalamazoo Institute of Arts, MI; Hartford Atheneum, Hartford, CT; Marzona sculpture park, Verzegnis Tolmezzo, Italia; Portofino Sculpture Museum, Italia; Museo de Bellas Artes, Buenos Aires, University of California Art Museum (Berkeley); Miami Art Museum, Miami, Florida; Collezione Maramotti, Reggio Emilia, Italia; Fondazione Cariverona, Verona, Italia; e in varie collezioni private e aziendali.

Sue retrospettive si sono tenute alla Kunsthalle Bielefeld (1982) ed al Badischer Kunstverein (1983), in Germania, al Museum of New Art, Detroit (2001) e al Kalamazoo Institute of Art, Michigan (2002), al Museo di Villa Croce, a Genova (2006). Le sue opere sono state esposte a Documenta 6 (1977) e alla Biennale di Venezia, nel Padiglione Americano (1980).

Tra le sue installazioni più conosciute si ricordano: 10 Color Combinations, un’installazione della mostra inaugurale di PS1, a New York (1976-2007); People and Things, una installazione di 60 metri x 2 metri di pittura su tela sciolta al museo della Paterson University nel New Jersey (2002) poi ripresentata al Maris College di Poughkeepsie NY (2005); Color Games un'installazione di muri dipinti e foto montate su tela nel museo della Drake University, in Des Moines, Iowa (2002); Angelus, 20 installazioni di foto , ceramiche, detriti e disegni digitali in una fabbrica dismessa a Marone (BS) (2008).

Tra le performance, quelle a New York nelle gallerie Paula Cooper e Holly Solomon; performances di 8 ore continuate come il Paperswim al DIA Center for the Arts (1991); Arkisex al Storefront for Art and Architecture (1995); Newsbands alla ESSO Gallery (1998); Lettura del Giornale da Sopratutto Libri, a Prato (1999); Going around in Circles una grande azione alla Western Michigan University (2002); Speaking in Tongues (2002), Des Moines, Iowa; Reading the News with Steve Potts in Paris, Tampon Ramier, Paris, 2007; Visita Guidata in lingua Pacciamìna a Palazzo Te di Mantova (2008) e Palazzo Spinola di Genova (2009).

Negli ultimi anni ha esposto in diverse gallerie, sia in America che in Europa, tra le quali: John Weber, New York; Sabine Wachters, Bruxelles; Grace Borgenicht, New York;; Esso Gallery, New York; Rutgers University, Newark; Marcello Marvelli a New York; Barbara Behan a Londra; Grossetti Arte, Milano; Galleria Corraini, Mantova,, Michela Rizzo a Venezia, Galleria Plurima a Udine, Galleria Peccolo a Livorno, Unimedia Modern a Genova.


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